WORKS

Uno stile che reinventa in chiave Neo-Pop le avanguardie dal XX secolo, contaminato dal fumetto e dal cartoon.

MOSTRE

Nell’epoca della comunicazione di massa, dei social network, della pubblicità dilagante, che ha invaso ogni spazio della quotidianità, l’arte è rimasta appannaggio di pochi. È giunto il momento anche per l’arte di uscire da determinati contesti “opulenti”, dove è stata volontariamente relegata e strumentalizzata, e invadere il mondo, ripercorrendo la grande rivoluzione Pop iniziata con Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat e Keith Hering. In quest’ottica la mostra “Sette vite in ArteLand”, che raccoglie le opere delle serie “Sette vite come i Gatti” e “ArteLand”, dell’artista napoletano Pautiero, prova ad esprimere la sua idea di arte attraverso una nuova prospettiva che pone al centro il fruitore, anche quello “estraneo” all’arte contemporanea.

Il fil rouge che unisce queste opere è proprio lo “stile pautiero”, caratterizzato da una visione permeata dal gioco, dove simboli, icone e loghi della moderna comunicazione sono utilizzati per rappresentare in maniera irriverente storie che appartengono ad un universo personale e condiviso.

La ricerca di Pautiero, essenziale e sintetica, pare voler approdare ad una nuova idea di arte che mira ad emozionare divertendo, anche quando tratta temi come vita-morte, amore-odio, comunicazione di massa-individualismo. L’artista sembra infatti divertirsi ad irretire la nostra epoca globalizzata

puntando a stimolare la creatività del popolo contro l’alienazione della massa, rievocando in questo modo la funzione sociale dell’arte in un’era moderna dominata dalla meccanicizzazione esasperata e dall’affermarsi di tecnologie che mirano sempre più a sostituirsi all’essere umano.

Nella serie “Sette vite come i Gatti”, sette tele ispirate ai brani del musicista Antonio Imparato (ideatore /autore di questo progetto multidisciplinare) per i suoi sette gatti, raccontano sette diverse storie che hanno il gatto per protagonista. Il felino diventa il pre-testo per affrontare sette diversi caratteri, tipologie umane, che affrontano temi volti ad evidenziare l’importanza del cambiamento e delle diversità: disciplinari, ideologiche, religiose, sessuali, etniche. Tematiche affrontate con un linguaggio moderno e multidisciplinare che attinge da un idioma “jazzistico” ma che al tempo stesso affonda le sue radici nell’idea “wagneriana” di Gesamtkunstwerk (opera totale), sintesi delle arti poetiche, visuali, musicali.

In “ArteLand” c’è il desiderio di “dissacrare ironicamente l’idea dell’Arte colta: quella dettata dalle lobby, quella dei business-artist, dei pseudo-significati trascendentali e dell’affezione alla sacralità dell’Arte come oracolo di verità. Irretire l’Arte stra-osannata dalla critica e dal Mercato, rivolgendosi alle coscienze del Popolo e contro l’omologazione della massa.”

CHI SONO

Giuseppe Autiero, nasce a Napoli nel 1975.

Nel 1994 si diploma con il massimo dei voti presso l’Istituto d’Arte “Filippo Palizzi” di Napoli. L’anno successivo frequenta il corso di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti, che presto abbandona per iscriversi all’Università Suor Orsola Benincasa, dove si Laurea con 110 e lode con una Tesi in Storia dell’Arte Contemporanea nei Paesi Extra Europei dal titolo: “Arte e cartoon: “I Simpson” di Matt Groening”.

Negli anni sperimenta tecniche diverse, fino a giungere alla serie degli “Squarci Meccanici”, dove circuiti elettrici di riciclo vengono combinati con colori ad olio, giornali e oggetti che appartengono alla sua memoria; inizia a firmare le sue opere con lo pseudonimo Pautiero.

A partire dalla fine degli anni Novanta inizia una nuova ricerca, Sovrapposizioni. Qui si serve di tecniche tradizionali con le quali da vita ad uno stile contaminato dal fumetto che sfrutta la superficie bidimensionale della tela affollandola di sagome e forme che attingono a simboli e segni della comunicazione.

Attualmente è tra gli artisti della Art&Co – Gallery, impegnato in un nuovo progetto, “ArteLand”, che mira a dissacrare l’idea colta dell’Arte cercando di renderla alla portata di tutti, anche di un pubblico “estraneo” alla mania di meravigliare di molta arte contemporanea.

Mostre

1997 Tempo vuoto (personale), Centro Documentario di Ponticelli, Napoli.

2004 Pautiero (personale), Comune di Napoli.

2005 Concorso “Nastro Azzurro – MAD”, Spazio Etoile, Roma. 2010 Sovrapposizioni (personale), Punto Arte, Napoli.

2011 Squarci Meccanici (personale), Museo Minimo, Napoli.

2012 “Squarci Meccanici – Sette Vite come i Gatti”, Personale, Villa Bruno – San Giorgio a Cremano (NA).

2012 – Arte Genova

2012 – Arte Padova

2012 – Arte Arezzo

2012- Affordable art fair Milano

2013 – Arte Bari

2013 – Arte Genova

2013 – Link ArtFair Hong Kong

2014 – Arte Pavia

2014 – Hong Kong ArtFair

Concorsi e Premi

2006 Premio Internazionale Valcellina, Maniaco (Pordenone).

2008 Concorso Internazionale d’Arte Contemporanea “Il Napoli nel cuore”, a cura di Gianni Nappa, Castel dell’Ovo, Napoli.

2008 Vincitore Concorso Scultoreo per il Ministero delle Infrastrutture, Grosseto.

2009 Secondo classificato Concorso Scultoreo Caserma dei Vigili del Fuoco di Pistoia. 2009

Secondo Classificato Premio 14°Mistero, Galleria Limiti Inchiusi ex Onmi Campobasso. 2011-2012 Premio Terna.

2011 “StArt Up”, Collettiva Internazionale a cura di Roberto Ronca e Debora Salardi, Castello di Ayala, Lecce .

2011 “Human Right”, Collettiva Internazionale a cura di Roberto Ronca, presso la Fondazione Opera Campana dei Caduti, Rovereto.

2013 “Forever Marilyn”, Collettiva Internazionale a cura di Gerardo Giurin, Art&Co – Gallery, Caserta.

Collettive

2011 “StArt Up”, Collettiva Internazionale a cura di Roberto Ronca e Debora Salardi, Castello di Ayala, Lecce .

2011 “Human Right”, Collettiva Internazionale a cura di Roberto Ronca, presso la Fondazione Opera Campana dei Caduti, Rovereto.

2013 “Forever Marilyn”, Collettiva Internazionale a cura di Gerardo Giurin, Art&Co – Gallery, Caserta.

2011 “StArt Up”, Collettiva Internazionale a cura di Roberto Ronca e Debora Salardi, Castello di Ayala, Lecce .

2011 “Human Right”, Collettiva Internazionale a cura di Roberto Ronca, presso la Fondazione Opera Campana dei Caduti, Rovereto.

2013 “Forever Marilyn”, Collettiva Internazionale a cura di Gerardo Giurin, Art&Co – Gallery, Caserta.